Rossa - per richiamare il colore della passione -vellutata - come i primi baci - calda - come l'amore - al frutti di mare - perchè dai frutti è nata Afrodite -e la crema con le cozze, che da il via al nostro menu.
Ostriche per Casanova, miele per Cleopatra, tartufo per Napoleone..
Fra leggenda e realtà, alla scoperta dei cibi che fanno innamorare.
Casanova si avvelava della ostriche - ed era una "ricette" infallibile, a patto che si ricevessero dalla bocca dell'amante, - Cleopatra della mordida pasta di miele e mandorle - e il suoi favoriti, si narra, perdevano il senno, se consumata secondo rituali qui irripetibili...- Giuseppina Bonaparte s'affidava alla violette - e come lei anche le cortigiane dell'antica Grecia - la grande Caterina di Russia al l'omelette con tartufi e caviale - si narra fosse il suo toccasano per la "mattina dopo" e per continuare a sognare l'amore anche il resto della giornata, - Attilla credeva ciecamente nel potere stimolante del miele e, di consequenza, dell'idromele - e si racconta che il giorno delle sue nozze ne avesse bevuto in tali quantità da soccombere a un attacco cardiaco - E ancora Madame du Berry, il marchese de sade, Luigi XIV e Napoleone ebbero una fede incrollabile nelle virtu del tartufo - e come loro Rasputin, il noto "libertino" e taumaturgo della Russia del XIX secolo, che pare lo prescrivesse anche allo zar Nicola II, - mentre Madam Pompadour si "limitava" ad arromatizzare i suoi abiti con la vaniglia.
Potremmo continuare all'infinito, tante sono le personalità di epoche lontane e vicine che dell'amore - e dell'arte di praticarlo riccorrendo alla armi di Afrodite - hanno fatto una scienza.
Ma a conti fatti, ostriche, caviale, miele, tartufi sono o non sono afrodisiaci?
Scientificamente parlando, è stato dimostrato che nulla è realmente afrodisiaco.
Afrodisiache sono le situazioni - soppratutto il potere evocativo dei ricordi, - direbbe Isabel Allande nel suo "Afrodite", afrodisiaca la fantasia, afrodisiaca è la capacità trasformare un menu in un gioco malizioso.
Sappiano accostare gli elementi in un crescendo ben orchestrato di sapori, aromi e profumi. Potra essere una zuppa o una creme delicato per "sollecitare" l'appetito e i sensi.
E le creme, se leggere e vellutate, sono un ... "preambolo" perfetto.
Preambolo che poi si lascerà sedurre da una piu decisa sinfonia di sapori - come la polpa d'astice - con pomodori caramellati - e se artisticamente disposta nel piatto. La polposa fragola come intervallo, non rappresentano ancora il "lieto fine", perchè il compito di coronare il " gioco amoroso", va al dessert vero e proprio.
Entrino in scena, allora, i dolci piu peccaminosi, purchè non appesantiscono.
Via libera, dunque, a mousse, creme calde, semifreddi e morbidi paste.
Il cuore glassato con la rosa brinate chiude meravigliosamente il cerchio, perchè poche cose " chiamano" Cupido come "sanno fare" i fiori e il cioccolato.
A San Valentino, infatti, un mazzo di rose rosse e una scatola di cioccolato fanno sempre un figurone.
Anche se la storia narra, che il vero fiori dell'amore e il tulipano rosso.
- a me piace di piu -
Felice San Valentino e Buon Appetito!
Menu di San Valentino
Primo:
Crema rossa con le cozze
Crema rossa con le cozze
Secondo:
L'astice che viene dal mare e i pomodori rossi di passione
o
L'astice che viene dal mare e i pomodori rossi di passione
o
Scampi al Calvados
Crema rossa con le cozzeIngredienti per due persone:3 peperoni rossi. 3 pomodori belli maturi, 2 spicchi di aglio, 1 cipolla rossa, 3 tazza di brodo vegetale, 4 foglia di basilico e timo secco, 16 cozze gia sgusciate, burro e olio extravergine d'oliva, zucchero, peperoncino, sale e pepe neroPreparazione:Lavate le cozze sotto acqua fredda corrente per un paio di minuti e poi fatelo saltare in padella con una noce di burro e lo spicchio di aglio pelato. Salate, pepate etogliete dal fuoco dopo due tre minuti. Eliminate il aglio. Tenete da parte . Scottate i pomodori in acqua bollente per un minuto, quindi scolateli, raffreddateli in una ciotola di acqua fredda e pelateli. Tagliateli a pezzetti eliminando tutto i semi. Tagliate a metà i peperoni e disponeteli sotto al grill del forno, con la pelle rivolta verso l'alto, lasciate arrostire finchè la pelle non sarà nera.Trasferiteli in un sacchetto di plastica per alimenti, chiudetelo e fatelo riposare per 5 minuti. Poi, toglietelo dal sacchetto, privateli dalla pelle, e affettateli. Pelate e affettate la cipolla e fatela imbiondire in una padella con un cucchiaio di olio. Unitevi i pomodori, le foglie di basilico, 1 cucchiaino di timo, una prese di zucchero e una di sale.Cuocete il tutto per 5 minuti a fiamma moderata, mescolando, finchè i pomodori risultano perfettamente disfatti. Versate il composto a base di pomodori e peperoni in un frullatore e lavoratelo fino a ottenere una crema vellutata e omogenea.Distribuite nelle fondine individuali e guarnite ogni porzione con 8 cozze.Cospargete la crema con un spolverata di peperoncino piccante, conditelo con l'olio e servitela tiepida. Preparate una manciate di pancarrè tostato, che potete preparare anche da una forma di cuore. Prima di servirlo potete anche aromatizzare con una goccia di tartufo, oppure con un filo di olio al peperoncino.
Scampi al Calvados
1.Sgusciare gli scampi schiacciando leggermente la coda per rompere il guscio, quindi sfilare la polpa interna senza romperla e senza eliminare la testa.
2.Disporli in un piatto e spolverarli leggermente di farina.
3.Lavare i fagiolini, eliminare la punta e tagliarli a tocchi di 4 cm circa di lunghezza.
4.Versare i fagiolini in acqua bollente e salata.
5.In una padella, scaldare l’olio extravergine d’oliva immergendo la foglia di alloro.
6.Aggiungere gli scampi e farli soffriggere.
7.Sfumare con il Calvados, producendo la fiammata.
8.Una volta dorati, togliere gli scampi dalla padella e peparli.
9.Al fondo di cottura rimasto nella padella aggiungere qualche goccia di tabasco e qualche cucchiaio di Zibibbo. Restringere l’intingolo con 20 g di burro e lasciare sfumare a fuoco vivace.
10.Scolare i fagiolini e unirli agli scampi. Versare l’insieme nella padella con l’intingolo, far saltare e spegnere il fuoco. video
Le rose sono i fiori coltivati piu' antichi e la prima di cui si abbia conoscenza cresceva in Asia 5000 anni fa.
Ci sono tante leggende legate a questo fiore tanto amato simbolo di bellezza ed amore.
Si narra che un giorno la dea greca Cloris inciampò in una bellissima ninfa ormai morta e la trasformo' in un fiore. Afrodite aggiunse la bellezza e le tre Grazie le diedero splendore, fascino e letizia. Dioniso le dono' il suo nettare fragrante, mentre Zefiro, il vento dell'ovest, soffio' via le nuvole cosi' che Apollo potesse immergerla in un bagno di sole. Il fiore venne infine dato ad Eros, il dio dell'amore, e chiamato "Regina dei fiori".
Secondo una leggenda romana, una certa Rodante aveva molti corteggiatori pronti a sposarla, ma nessuno di loro la interessava. Questi uomini erano talmente innamorati che arrivarono al punto di sfondare la porta della casa di Rodante. Il fatto indegno' Diana che trasformo' la donna in un fiore
e i suoi innamorati in spine.
IL TULIPANO
Una leggenda orientale attribuisce l'origine del tulipano a una toccante storia d'amore. In un villaggio della Persia viveva un artigiano di tappeti che aveva una figlia di nome Ferhad. I tappeti dell'uomo erano così belli che molti mercanti venivano dalla capitale, Isfahan, per comprarli. Mentre erano al villaggio, i mercanti decantavano le magnificenze della città e Shirin, il giovane apprendista promesso sposo di Ferhad, ascoltava con attenzione. Shirin era molto ambizioso e quando venne a sapere che nella capitale cercavano artigiani, decise di partire, promettendo a Ferhad di tornare presto per farla sua sposa. Passò molto tempo e poiché Shirin non tornava, Ferhad sellò un cavallo e partì per andarlo a cercare. Viaggiò a lungo e quando vide la città all'orizzonte era così stremata che cadde da cavallo, slogandosi una caviglia. L'animale fuggì e Ferhad fu costretta a proseguire trascinandosi a carponi. Le pietre aguzze, tuttavia, le provocarono ferite mortali e lei non arrivò mai a Isfahan. Ma la terra, che bevve il suo sangue, generò grandi fiori rossi, a testimonianza del suo amore: i tulipani.
Un altra bella favolaIL TULIPANO
Si ritiene che il tulipano sia stato introdotto in Europa dalla Persia, ed in effetti ancor oggi in Iran gli innamorati si scambiano tulipani come simbolo d'amore. ----> continua




