Tavola

Tavola
…”le sensazioni sono i dettagli che compongono la storia della nostra vita”… Oscar Wilde

26/02/15

La preparazione ...



La preparazione è il momento migliore, apparecchiare la tavola per le
piccole e grandi occasioni un piacere intimo che mi concedo spesso,
anche solo per me stessa.
Mi piace il rumore dei piatti impilati,
il tintinnio dei bicchieri di vetro e il tramestio delle vecchie posate ...

Il menu della settimana qui ©ELisa

28/05/14

Bentrovati nella mia Tana ♫

LA MIA TANA

Benvenuti nel mio mondo, un mondo fatto di semplicità, dove esiste tanto amore da dare dove ancora esistono i sogni anche se si scontrano sempre con la quotidianità... Dove tutto può ancora accadere dove non esiste malvagità ma, solo tanto tanto amore©ELisa

Lisa ♡







 Chi sono io ...
Sono una donna che crede nei propri sogni

 Ho creduto sempre nell'amicizia e nel rispetto degli altri e mi basta poco per essere felice o guardare le persone che amo per far capire loro che tutto può cambiare. Amo sorridere e far sorridere i miei cari, penso che la cosa che più mi far star bene è la loro serenità.

Adoro il thè del pomeriggio, le rose, le chiacchiere con le amiche. L'autunno e l'inverno mi coccolano e il natale mi fà tornare bambina!
Nel mio blog,c'è un pò di me,della mia casa,delle mie cose,della mia vita passata e presente ...


Amo il bianco ...



e l'amore per ogni cosa  ♡

"nella mia casa non ci sono ricchezze
nessun quadro di valore
nessun pezzo di antiquariato
nessun cassaforte piena di soldi e gioielli
ma c'è la mia famiglia la
ricchezza piu' grande del mondo!" 

©ELisa




L'arte di apparecchiare



 L'arte di apparecchiare
La tavola tonda, quadrata o rettangolare, è importante che sia adeguata al numero dei commensali. Un parametro che può tornare utile è quello di misurare la distanza tra il centro di un piatto e il centro del piatto accanto: questo valore dovrebbe essere di circa 70 cm. In questo modo sarete sicuri che ogni ospite abbia abbastanza spazio per muoversi. Dovrete anche tenere in considerazione il menù e l’occasione: infatti, una colazione informale non richiede molte posate e bicchieri, per cui avrete bisogno di uno spazio inferiore rispetto a un pranzo formale in cui intendete servire diverse portate.

Le sedie dovrebbero essere tutte uguali: in un’occasione molto formale, potete pensare di prenderle a noleggio (o, più semplicemente, di farvele prestare!). Potreste scegliere sedie tutte diverse: questa soluzione può essere molto gradevole soprattutto se si tratta di oggetti di design o modernariato.

La tovaglia e le decorazioni
La caduta della tovaglia oltre il bordo del tavolo deve essere di 30-40 cm: cioè lo spazio che intercorre tra il piano del tavolo e le ginocchia di chi è seduto. Non dimenticate che, sotto la tovaglia, va sempre messo il mollettone!

Privilegiate abbinamenti classici che mettano in evidenza la tradizione del Natale. Bianco e oro, rosso e oro, verde e oro sono gli accostamenti migliori. Con un tessuto particolare, come un taffetas cangiante ma anche un semplice cotone di colore rosso, rivestite il tavolo fino a terra (a Natale è concesso!). Questo dettaglio vi aiuterà a creare un’atmosfera calda e festiva.  Per rendere unica la vostra tavola di Natale disponete un secondo strato di tessuto su quello già posizionato. Potete scegliere una tovaglia di pizzo antico, un sari multicolore in seta, uno scialle con una lunga frangia o anche un drappo di stoffa in colore o materiale contrastante. L'originalità fa la differenza.

Utilizzate tutto ciò che fa parte della storia della vostra famiglia e della casa per arricchire e personalizzare la tavola. Mescolate porcellane, cristalli e argenti vecchi e nuovi, creando un vero e proprio racconto figurato che parli di voi e delle vostre passioni. Se non disponete di pezzi antichi o argenti di famiglia potrete girare per i mercatini dell'antiquariato, sono una fonte inesauribile di idee anche a prezzi molto contenuti.

Decorate la vostra tavola con fiori e piante tipiche della stagione. Abete e agrifoglio sono la base ideale per la vostra composizione. L’inverno è uno dei momenti più favorevoli per la varietà di fiori che offre: utilizzate tulipani, giaginti e bacche di Ilex per uno stile tradizionale ma assolutamente allegro.
Lasciate libero sfogo alla fantasia nella scelta delle varietà, dei colori ed anche dei contenitori che userete. Realizzate una decorazione che si sviluppi per tutta la lunghezza del tavolo, alternando vasi e contenitori di diverso genere. E' bello mescolare vetro, ceramica, metallo e legno. L'importante però è definire un tema che potrebbe essere anche solo un colore declinato nell'uso di diversi materiali.

Per una tavola, ad esempio, dal gusto nordico, decoratela con pigne, renne bianche, agrifogli e frutta secca. Immancabili le candele, per un'atmosfera davvero natalizia.

Il segnaposto
    Obbligatorio nei pranzi particolarmente formali, sono un pratico aiuto per evitare disordine e... gaffe quando gli ospiti sono numerosi.
    Pensate a un segnaposto che sia in tema con tutto il resto dell’allestimento. Legatelo al tovagliolo in modo che si trasformi in un dettaglio decorativo. Trasformate il classico segnaposto in un piccolo ricordo di quel momento che l’ospite potrà portare via con se. Qualche esempio? Piccoli sacchetti di tela con tanti cioccolatini, mini bouquet di edera e vischio oppure una pigna su cui appoggiare il bigliettino con il nome dell'invitato. Liberate la fantasia: il risultato rispecchierà la vostra identità e  sorprenderà tutti i presenti.

Il tovagliolo
    Piegato nel modo più semplice. a triangolo o a libro aperto verso l'esterno con evidenza del ricamo, pizzo o monogramma, è posto alla sinistra del piatto. Mai sul piatto dove si mangia. A volte è concesso sul sottopiatto. Mai sopra o sotto le posate.

I piatti
    Se le dimensioni della tavola lo consentono, mettete il sottopiatto, che si toglie definitivamente dalla tavola prima del dessert. Al di sopra, ponete il piatto piano per il secondo. Sul piatto piano si appoggia la fondina, adatta per zuppe e minestre.

Le posate
    Le forchette vanno disposte a sinistra del piatto. La regola è piuttosto semplice: le posate vanno disposte dall'esterno verso l’interno, seguendo l’ordine delle portate. Avremo quindi, dall'esterno verso l’interno: la forchetta per il primo, la forchetta da pesce e la forchetta da arrosto.
    A destra disponete i coltelli, seguendo la stessa norma: verso l’esterno il coltello per il pesce e verso l’interno quello per la carne, entrambi con la parte tagliente rivolta verso il piatto. Se avete previsto anche un primo brodoso (una zuppa), all'esterno metterete il cucchiaio.
    Al di sopra del piatto troviamo lo spazio per le posate da dessert, il cui numero varia a seconda delle portate. In genere potete prevedere di servire dolce e frutta, per cui avrete bisogno, partendo dall'esterno, di un cucchiaio, una forchettina e un coltellino. I manici devono essere rivolti seguendo una norma logica. Pensate semplicemente con quale mano impugnereste le posate: forchettina col manico a sinistra, coltellino e cucchiaino col manico rivolto a destra.

I bicchieri
sono in linea con la punta del coltello, a scalare verso destra e l'esterno del piatto: iniziando da quello più grande dell'acqua, seguono quello del vino rosso, meno capace, e del vino bianco, più piccolo. Se in tavola deve esserci una flûte, va posta dietro i tre bicchieri principali.

Piattino del pane
Lo troviamo a sinistra del piatto, in linea con la punta della forchetta. A mezzogiorno si può appoggiare un coltellino per il burro, la sera mai!

Saliera
In tavola è ammesso il sale: in salierine individuali, poste a sinistra del bicchiere dell'acqua; o in piccole saliere da posizionare sulla tavola ogni due commensali, in modo che ognuno possa servirsene senza chiedere. Saranno munite di cucchiaini o di tappi spargisale, perché nessuno debba usare le dita o la propria posata.



CAPPUCCINO WHOOPIE PIES


Evviva”, questo è il significato della parola “Whoopie”.
La leggenda racconta che le donne della comunità Amish preparassero ogni giorno i cestini del pranzo per i loro figli che si recavano a scuola e per i loro mariti che andavano invece al lavoro nei campi. E che questi, aprendo il cestino e trovando dentro anche un dolcetto, esclamassero felici “whoopie”!
I whoopie che proponiamo noi sono delle soffici tortine aromatizzate al caffè farcite con panna montata e scaglie di cioccolato al latte.
Detto questo..ora non rimane che trovare un motivo per esclamare “whoopie” e viziarsi con uno di questi golosi dolcetti.
Ah, sono perfetti anche per l’estate perché se congelati diventano ottimi biscotti gelato!

DOSI PER 15 WHOOPIE

  • 250 gr farina
  • 200 gr zucchero
  • 110 gr burro
  • 1 uovo
  • 80 ml latte
  • 100 ml caffè
  • 2 cucchiaini di lievito
  • 1/2 cucchiaino bicarbonato
  • 80 gr cioccolato al latte
  • 200 gr panna
  • Zucchero a velo qb
  • Un pizzico di sale
Lavorare il burro sciolto con lo zucchero e poi aggiungere anche l’uovo. Unire a parte il latte al caffè freddo, e poi aggiungere questo liquido al composto alternandolo gradualmente alle polveri in modo da ottenere un impasto non troppo liquido. Mettere l’impasto sulla leccarda coperta di carta forno cercando di formare dei cerchi panciuti di circa 3 cm ben distanziati tra loro (potete aiutarvi disegnando sulla carta dei cerchi e poi versandovi all’interno il composto) e cuocere a 170 gradi per 12 minuti.
Mentre i biscotti raffreddano, preparare la farcitura montando la panna con un pochino di zucchero a velo ed aggiungere poi il cioccolato tagliato in pezzi grossi. Farcire i biscottoni con la panna e lasciarli riposare in frigo per una buona mezz’oretta.

15/05/14

PANE FATTO IN CASA


pane-fatto-in-casa 


LA RICETTA DEL PANE FATTO IN CASA

Ingredienti (per 6 porzioni)

    500 gr di farina
    300/350 gr di acqua (variabile a seconda del tipo di farina)
    15 gr di lievito di birra
    10 gr di sale

Arriverete a spendere circa 3 euro.

Preparazione:
Per prima cosa prendete un recipiente e versatevi dentro dell’acqua tiepida dove far sciogliere il lievito. Mettete in un recipiente capiente la farina e l’acqua col lievito.

Cominciate a lavorare l’impasto aiutandovi con un cucchiaio di legno fino a che non otterrete un composto omogeneo. Aggiungete un cucchiaino raso di sale e continuate a mescolare.

Ora che l’impasto si sarà fatto più denso prendetelo e poggiatelo su un piano di lavoro per impastarlo a mano. Impastate per 15 minuti circa fino a che l’impasto non diverrà elastico, morbido e soprattutto omogeneo, evitate i grumi. Aggiungete farina di tanto in tanto durante la lavorazione. Dosate l’acqua a seconda della farina che utilizzate, dai 300 ai 350 ml.

Ora che il vostro composto è omogeneo, morbido ma non appiccicoso, mettetelo in un recipiente e copritelo con un panno umido, poi lasciate a lievitare.

La lievitazione ottimale si ha ad una temperatura di circa 25 gradi, quindi posizionate il recipiente possibilmente vicino ad una fonte di calore, tipo il termosifone.

Lasciate lievitare per 3 ore, poi date una forma al vostro pane. Infornate a 200° per circa 30 minuti, controllate e decidete il tempo di cottura a seconda del colore del pane.
 dopo la ricetta del Gulash non poteva mancare il buon pane fatto in casa, non vi pare?
 prossimamente;Ti avanza il pane? Puoi farne una raffinata torta
Una torta dagli avanzi di pane: una ricetta semplice e non sprecona dal sapore antico perché realizzata con ingredienti sani e genuini.
Buon appetito ♡

14/05/14

Zuppa di Gulash & Gulash



     Zuppa di  Gulash & Gulash
l gulasch (in ungherese gulyás o, più precisamente, gulyás-leves, che letteralmente significa "zuppa del mandriano") è un piatto tipico della cucina ungherese che si è poi diffuso in tutta l'Europa centro-orientale (da cui la grafia gulasch usata nei paesi di lingua tedesca).
Il gulasch è una zuppa che i mandriani cucinavano dentro un grande paiolo messo sopra un fuoco alimentato dalla legna all'aperto quando, ad esempio, trasportavano i pregiati bovini grigi di razza podolica (razza bovina dalle lunga corna) dalla pianura della Puszta ai mercati di Moravia, Vienna, Norimberga e Venezia.
Questo piatto sostanzioso a base di carne, lardo, soffritto di cipolle e carote, patate e paprica[1] era l'ideale per riscaldare i robusti bovari discendenti di una razza di cavalieri che era scesa in Europa verso il 950 dalla steppa asiatica.
Ma fu solamente verso la fine del XVIII secolo che il gulasch dalla prateria arrivò ad essere conosciuto dalle famiglie borghesi, per poi apparire sulla tavola del popolo insieme ad altri stufati di carne, come i paprikás aggiustati con la farina, la paprica e la tejföl (la panna acida), o il pörkölt, chiamata anche la "rosolata della Puszta". A varcare però i confini nazionali per entrare nei menu di tante nazioni fu solamente il gulasch.
Mentre nella sua forma originale è essenzialmente una zuppa a base di carne, in alcune varianti, soprattutto fuori dall'Ungheria, viene cotto tanto finché, asciugandosi, diviene una specie di spezzatino. Il colore rosso è dato dalla paprica immessa in abbondanza, che, contrariamente a quanto si possa credere fuori dall'Ungheria, non è molto piccante (infatti la parola paprika in ungherese significa peperone).
Il gulasch è un piatto tipico di molte zone del Triveneto, soprattutto nei territori di confine con Austria, Croazia e Slovenia.

 Origini
Altri nomi     Gulyás-leves - Zuppa di Gulash
Luogo d'origine     Ungheria Ungheria
Diffusione     Europa centro-orientale


Categoria     secondo piatto
Ingredienti principali     carne, lardo, cipolle, carote, patate e paprica

Dettagli
Secondo la tradizione la ricetta è assolutamente povera visto che risale al periodo in cui i mandriani (i gulyàs) si spostavano dalla Puszta all’estero per portare la carne di manzo nei vari mercati e cucinavano appunto questo spezzatino di carne e non contiene farina proprio per lo stesso motivo.

Non immaginatevi uno spezzatino piccante perché c’è la paprika: in ungherese paprika vuol dire peperone non “cosa piccante che manda a fuoco la lingua”!
 
Cosa serve per circa 1 Kg di Gulash

1 litro di brodo di carne
500 grammi di patate
1 spicchio di aglio
1 carota
400 grammi di cipolle
50 grammi di burro (strutto nella ricetta originale)
1 cucchiaio di cumino in polvere
1 cucchiaio di paprika dolce in polvere
800 grammi di polpa di vitello
2 peperoni verdi o rossi
1 pomodoro rosso

Come si fa
1. Tagliare le cipolle a fettine a farle appassire in una pentola alta, grande e antiaderente nel burro per una ventina di minuti facendo in modo che non si brucino. Aggiungere alle cipolle l’aglio schiacciato, la carota a dadini e il cumino.
2. Dopo averla tagliata a cubi versare nella pentola anche la carne di vitello e lasciar rosolare mescolando di continuo in modo tale che la carne rilasci il suo liquido permettendo alle cipolle di non bruciarsi.
3. Aggiungere la paprika, il sale a piacere e una volta mescolato coprire con un coperchio e lasciar cuocere a fuoco basso, mescolando ogni tanto, per almeno 1 ora aggiungendo solo e soltanto se necessario 1 cucchiaio di brodo nel caso in cui la carne si stia bruciando.
4. Sbucciare e tagliare le patate a cubetti, tagliare anche il pomodoro a cubi dopo aver tolto i semi e allo stesso modo tagliare anche i peperoni, sempre senza semi. Trascorsa l’ora di cottura aggiungere pomodoro e peperoni alla carne e coprire con il brodo lasciando cuocere per un’ora quindi aggiungere anche le patate e il restante brodo lasciando cuocere per altri 45 minuti.
5. Assaggiare, salare se necessario e servire caldissimo facendo in modo che sia denso e cremoso.

Tempo di preparazione: oltre 3 ore

Risultato: cremoso, sostanzioso, dal sapore speziato il gulash è quel piatto semplice ma che regala soddisfazioni. Inutile dire che è pesantuccio vero?

Variante: qualcuno invece di renderlo cremoso lo preferisce più acquoso quindi volendo si puo’ aggiungere più brodo di verdure per un gulash più brodoso.

Consiglio: siccome la preparazione è lunga il gulash si puo’ conservare per 2-3 giorni direttamente in frigorifero e quindi tirare fuori e riscaldare aggiungendo poca acqua calda e se necessario salando. Si puo’ anche congelare una volta raffreddato del tutto.
Buon appetito ♡


fonte:  visita anche   Portale:Ungheria